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Digital divide

Con il termine digital divide (divario digitale) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie, quali internet, personal computer, e chi no. Questo divario dipende da tanti fattori, primo fra tutti le condizioni economiche, il grado di istruzione e, in molti paesi, l’assenza di infrastrutture adatte a tale scopo.
Tale termine è stato usato, per la prima volta, dall’amministrazione Clinton – Gore per indicare la non omogenea fruizione dei servizi telematici tra la popolazione americana. Ma oggi, si fa riferimento al digital divide come un problema mondiale, indicando, quindi, tutte quelle genti che non possono accedere alle nuove tecnologie.

Oggi sono in atte numerose campagne per il superamento del digital divide, ad esempio il riutilizzo dell’hardware, l’uso di software libero, le nuove tecnologie che permettono di accedere alla rete internet in tempi brevi e a costi bassi, quali il wi-fi.
Il Piano del Governo italiano, finanziato con il 10% delle entrate derivanti dalla gare umts, considera la transizione verso la società dell’informazione come priorità strategica, partendo dal presupposto che le tendenze allo sviluppo e all’adozione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono largamente spontanee e decentrate. Tra il 1997-2000 è stato attivato il programma di sviluppo delle tecnologie didattiche che interessava tutte le scuole italiane e che aveva l’obiettivo di promuovere fra gli studenti la padronanza della multimedialità, di accrescere l’efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento e la stessa organizzazione della didattica e, infine, di migliorare la professionalità degli insegnanti.
 

Ultimo miglio

L’ultimo miglio rappresenta la tratta di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali. È una sfida tra le compagnie telefoniche, a causa dei costi di messa in opera dei cavi coprenti l’ultimo miglio e soprattutto a causa dei vantaggi economici, per un operatore telefonico, che derivano dalla sua proprietà. La copertura dell’ultimo miglio puo essere effettuata con il doppino telefonico in rame, con cavi a trasmissione ottica (usati per collegamenti ad alta velocità), con cavo coassiale, con Wireless e, infine, con WiMAX.

Con la liberalizzazione dell’ultimo miglio, vari operatori possono installare le proprie centrali telefoniche, accanto a quelle del proprietario della rete, nei centri di raccolta e smistamento del traffico telefonico e Internet. In questo modo, una rete concorrente può essere gestita direttamente dall’operatore proprietario. Il costo di alcuni sistemi di copertura, ad es. il doppino, rende alcune reti non replicabili perché nessun operatore ha la convenienza economica a costruire una rete con estensione geografica capillare. Nonostante la liberalizzazione, il numero degli operatori proprietari della loro rete non cresce, per via degli elevati costi. Se gli operatori, però, condividono la stessa rete, sono contenuti i differenziali di costo e qualità del servizio e dell’assistenza, fra i quali l’utente finale può scegliere.
 

HIPERLAN

HIPERLAN è un’altra delle tecnologie usate dal WISP per la connessione internet. Letteralmente vuol dire High Performance Radio LAN ed è uno standard WLAN e, inoltre, è l’alternativa europea agli standard IEEE.
Gli apparati contabili con questo standard hanno emissioni elettromagnetiche limitate, a norma di legge, a 1 watt e quindi inferiori a quelle di un’antenna per cellulari. Lo standard può assicurare un throughput di 24 Mb/s su frequenze dei 2,4 gigahertz.
L’evoluzione di questo standard è l’HIPERLAN 2 che raggiunge una velocità di 54 Mb/s lordi su frequenze in Banda ISM dei 5 GHz, con un raggio di copertura del segnale che può arrivare fino a 30-40 Km. Secondo la normativa standard Europea ETSI EN 301 893, la massima larghezza di canale ammessa con una densità di potenza massima è di 20MHz. L’uso delle frequenze intorno ai 5 gigahertz e della tecnologia HIPERLAN è stata liberalizzata in tutta l’Unione Europea.

Questa tecnologia è una possibile soluzione al problema del digital divide. La limitazione principale alla copertura con questo tipo di tecnologia è il fatto che i collegamenti debbano essere a vista, cioè, le antenne delle due stazioni devono vedersi senza che vi siano ostacoli di mezzo. L’HIPERLAN 1 prevede la presenza di una stazione di una o più stazioni forwarder, una o più stazioni non-forwarder e stazioni di bridge. Ogni stazione forwarder e non-forwarder deve aggiornare una serie di basi di dati per effettuare il routing. La standard HIPERLAN 1 implementa un sistema di Quality of Service a livello MAC ed un sistema di priorità di accesso al canale a livello CAC. Il controllo di accesso al canale è regolato mediante il protocollo EY-NPMA (Elimination Yeld – Nonn-preemptive Priority Multiple Access), che permette vi sia un numero relativamente basso di collisioni. Questo protocollo, è utilizzato per la gestione dell’accesso al canale dallo strato CAC. Il funzionamento di questo protocollo si snoda attraverso 3 fasi fondamentali: prioritizzazione, contesa e trasmissione.
Durante la prima fase, tutte le stazioni rimangono in ascolto per N-1 slot ( N sta per priorità di trasmissione di ogni tipo). Se durante questi slot la stazione ascolta una PA (priority assertion), rinuncia al canale ed aspetta il prossimo ciclo, altrimenti trasmette la sua PA. Le stazioni sopravvissute alla prima fase si contendono l’accesso al canale ed è in questa fase che avviene l’eliminazione. In questo tipo di contesa tutte le stazioni rimaste attendono in ascolto per un periodo di tempo casuale e, se il canale risulta occupato durante l’ascolto, si ritirano. Nella terza ed ultima fase, il nodo superstite trasmette. C’è da dire che, la fase di eliminazione seleziona i nodi che effettuano raffiche più lunghe.
 

UMTS

UMTS (Universal Mobile Telecommunication System) è la tecnologia dei telefoni cellulari 3G e impiega lo standard base W-CDMA (Wideband Code Division Multiple Access) come interfaccia di trasmissione, supporta un Transfer Rate massimo di 1920 Kb/s. Le applicazioni implementate dell’UMTS sono 3: voce, videoconferenza e trasmissione dati a pacchetto. Quindi, l’UMTS è in grado di consentire l’accesso al Web a costi contenuti.

In parole semplici, l'UMTS è una combinazione delle seguenti interfacce trasmissive (dove per interfaccia trasmissiva si intende il protocollo che definisce lo scambio di dati fra i dispositivi mobili e le stazioni radio base): W-CDMA, MAP del GSM e, infine, i codec.

Il W-CDMA è la tecnologia per reti cellulari 3G, è un protocollo di trasmissione usato dal sistema giapponese FOMA e dal UMTS. È un’interfaccia a banda larga a spettro espanso basata sulla tecnologia di accesso multiplo a divisione di codice CDMA. Così diventa più veloce e consente di gestire un maggior numero di utenti rispetto alla Tecnica di Accesso a Divisione di Tempo (TDMA) usata dal 2G GSM.
 

Il WI-FI

Il WI-FI, abbreviazione di Wireless Fidelity, indica dei dispositivi che possono collegarsi a reti locali senza fili (WLAN) basate sulle specifiche IEEE 802.11. Un dispositivo può avere il marchio WI-FI solo se ha ottenuto la certificazione dal consorzio WI-FI Alliance, che testa e certifica la compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x.
Le reti WI-FI sono relativamente economiche e veloci da installare e permettono di trasmettere i dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti o, ancora, creandone di nuove. Queste reti forniscono un punto di accesso agli utenti che si collegano da remoto.
L’origine della connettività a banda larga può essere via cavo (ADSL o HDSL) oppure Via Satellite. La trasmissione satellitare ha, però, tempi di latenza elevati (1-2 secondi) contro i pochi centesimi di secondo necessari ad una connessione DSL.
Partendo da una fonte di banda, si può espandere la rete attraverso la tecnologia WI-FI, installando delle semplici antenne. Si tratta di antenne piccole, scatole larghe circa 20 cm e spessi qualche cm, ma ce ne sono di più piccole.

La copertura di queste antenne può essere omnidirezionale o direttive.
Le antenne omnidirezionali, di solito, vengono utilizzate per permettere la connettività all’interno di uffici, o comunque in zone private e piccole, ma anche, con raggi d’azione più grandi, si possono coprire aree pubbliche, come aeroporti, centri commerciali ecc.

Le antenne direttive, invece, permettono di coprire grandi distanze, si parla di chilometri, e sono utili per portare la banda larga nei territori scoperti dalla rete cablata.

Le antenne WI-FI sono poste in punti elevati perché in assenza di barriere in linea d’aria il segnale dell’access point copre distanze di gran lunga maggiori, quindi, le antenne direttive che amplificano il segnale dell’access point, sono utilizzabili da più utenze se poste in alto.

Il WI-FI sta avendo una notevole diffusione, negli ultimi anni. Questo è dovuto, anche, al bassissimo costo della tecnologia wi-fi. Proprio per questo motivo, il wi-fi sembra essere la migliore soluzione per il digital divice, ovvero il divario digitale, cioè l’esclusione di numerosi cittadini dall’accesso alla banda larga. Infatti il wi-fi è usato in tutto il mondo per dare connettività veloce nelle zone isolate e nei piccoli centri, senza aver bisogno della copertura ADSL. In molti sostengono che il wi-fi sostituirà i cellulari e le reti GSM. Però, nell’immediato futuro, ci sono degli ostacoli a ciò, quali l’impossibilità del roaming e delle opzioni di autenticazione, la limitatezza dello spettro di frequenze disponibili e del raggio di azione del wi-fi.

Al di là di quello che il futuro ci riserva in merito, oggi, molte reti riescono a fornire la cifratura dei dati e il roaming potendosi spostare dalla copertura di un access point ad un altro senza perdere la connessione internet, al di fuori del raggio di azione che delimita un hot-spot. Inoltre, i dispositivi wi-fi, essendo certificati, garantiscono l’interoperabilità fra apparecchio e rete anche all’estero, a differenza dei cellulari e senza costi di cablatura per una più rapida e facile installazione ed espansione successiva della rete. Altro vantaggio è il basso costo di questi dispositivi.

Ovviamente, i dispositivi wi-fi possono avere degli svantaggi: la latenza delle schede è leggermente superiore a quelle basate su cavo, ma è cosa trascurabile. Cosa diversa, è la stabilità del servizio, che per via di disturbi sul segnale talvolta può essere discontinua, per es. la presenza di forni a microonde nelle vicinanze può disturbare il segnale.

Inoltre, secondo alcuni studi, le radiazioni elettromagnetiche del wi-fi, a lungo andare, sarebbero nocive al nostro organismo. C’è da dire che le frequenze del wi-fi sono le medesime usate dai forni a microonde e che permettono la cottura del cibo. Oltre a questo effetto termico, i tecnici evidenziano la possibilità di un ulteriore effetto biologico non correlato all’aumento di temperatura ma comunque significativo.

Tuttavia, anche se non ci sono dati assoluti, è stato evidenziato come negli ambienti chiusi le emissioni del WiFi fossero molto superiori a quelli dei cellulari: infatti, bisogna ricordare che le bande radio attualmente utilizzate nel sistema UMTS hanno frequenze molto vicine a quelle del Wi-Fi. Il Wi-Fi è una tecnologia relativamente nuova, ancora da sviluppare. Mentre gli hot-spot pubblici hanno livelli ridotti di radiazioni, all’interno di ambienti domestici o di lavoro si può raggiungere una soglia critica.

 

Che cos’è l’ISP?

 
Un Internet Service Provider o ISP o fornitore d’accesso o, più semplicemente Provider. È una struttura commerciale o un’organizzazione che offre agli utenti l’accesso ad internet con i relativi servizi, ma si può intendere anche un fornitore di servizi internet diversi dall’accesso.
 

A differenza dei WISP, gli ISP formano i nodi nella rete informatica che costituisce internet. Gli ISP di primo livello formano la dorsale di internet, a cui sono connessi tanti altri ISP di secondo livello, di cui sono fornitori, che sono gli utenti. La connessione di un utente di un ISP può effettuarsi o con Dialup o con Broadband.
Il primo prevede l’uso di una linea telefonica analogica o ISDN, mentre le connessioni broadband possono essere Wireless, Cable o DSL e sono più veloci ma anche più costose.
 

I principali ISP italiani sono Telecom Italia, Infostrada, Tiscali, Tele2 e Siportal. 
 

Cos’è il WISP?

WISP è l’abbreviazione di Wireless Internet Service Provider, cioè un Internet Service Provider che offre connettività ad internet realizzando l’ultimo miglio utilizzando tecnologie che sfruttano la trasmissione via radio dei dati, definite anche Broadband Wireless Access.

Tali provider, spesso, realizzano una rete radio per il trasferimento dei dati su aree ad estensione geografica, creando delle dorsali, ma in generale usano delle tecnologie radio per coprire l’ultimo miglio, quindi collegando i ripetitori destinati a servire il Cliente con la dorsale cablata.
I WISP hanno alcuni vantaggi legati, soprattutto, alle infrastrutture utilizzate per questo servizio. Primo fra tutti, la possibilità di realizzare l’ultimo miglio con l’uso di tecnologie differenti dal doppino telefonico che, ovviamente, rende indipendenti dalla compagnia telefonica che abbia il possesso della rete.

Di conseguenza, questo comporta che il servizio internet possa arrivare anche in quei luoghi in cui non arriva il doppino telefonico della compagnia telefonica. In questo modo i WISP garantiscono la copertura della rete internet, ad un costo relativamente basso, di zone in cui non sono attivabili linee cablate e senza essere vincolati alla presenza di una centrale collegata con la banda larga in zona.

Per questo tipo di fornitura i WISP sfruttano frequenze che sono soggette a licenza, garantendo così, la riduzione dei rischi di interferenza, ridotti al minimo.
Le tecnologie usate dai WISP sono, generalmente, WI-FI, HIPERLAN, WiMax e Wireless Local Loop.